Il
San Genesio è un massiccio montuoso prealpino che si estende sul territorio lecchese coinvolgendo 13 comuni e congiungendosi al massiccio di Montevecchia e al Monte Barro. La sua natura rocciosa è stata nascosta dall'erosione degli antichi ghiacciai che gli hanno conferito un aspetto collinare, ma la sua punta più alta, il Monte Crocione, raggiunge i 715 metri sul livello del mare. I fianchi del Monte San Genesio sono in prevalenza boschivi: castagni, roveri, carpini, quercie e robinie sono i più diffusi.
Sentieristica:
Recentemente è stata realizzata la nuova Tavola dei Sentieri del Monte San Genesio, sulla quale sono riportati tutti i percorsi segnati, i punti di accesso e i tempi di percorrenza dei princiali itinerari proposti.
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IL Monte San Genesio
Un tempo questo massiccio colle era molto frequentato. I piccoli centri rurali erano abitati tutto l'anno e il Monte era per larga parte coltivato, interamente trasformato in terrazze.
Il bosco era molto importante per la gente dell'epoca, grazie soprattutto alle castagne; era per loro una risorsa indispensabile, perciò lo curavano e lo rispettavano come se fosse il proprio orto. Nel secolo scorso però il San Genesio è andato sempre più spopolandosi e il bosco ha riconquistato la montagna.
L'interesse per questo ambiente è tornato a manifestarsi in modo profondo circa vent'anni fa, dando impulso ad un'opera massiccia di riscoperta e ripristino degli antichi sentieri e mulattiere, nata inizialmente dall'esigenza di favorire l'accesso al Monte durante l'opera di spegnimento degli incendi boschivi e di creazione di fasce frangifiamma.
Successivamente, questa necessità si è trasformata nel progetto concreto di creare una
rete sentieristica da proporre al turismo alpino di bassa quota, cosa che ha riscontrato un notevole successo, sia sotto il profilo della frequentazione dei sentieri, sia della prevenzione degli incendi boschivi, che sono notevolmente diminuiti.
Il San Genesio oggi offre numerosi facili itinerari di varia lunghezza, che si estendono fino al Monte Crocione e che, grazie al contributo di varie associazioni del territorio, si congiungono oggi con la rete sentieristica del Monte Barro. Questi percorsi sono facilmente accessibili dalle
stazioni ferroviarie di Olgiate-Calco, Airuno e Oggiono, nella speranza che questo sia da stimolo per un turismo più ecologico.
Oggi un'altro grande traguardo è vicino: quello di veder divenire il nostro monte
Parco Naturale. Non è ancora ufficiale e c'è ancora chi stupidamente rema contro con scuse inutili e piene di ipocrisia, ma la meta ora sembra vicina.
è stato un lavoro lungo e impegnativo, soprattutto per chi crede veramente nell'importanza di questa istituzione. I nostri boschi sono importanti e solo la costituzione di una riserva naturale potrà consentire di salvaguardarli come realmente meritano.