Alpinismo Giovanile Attività e corso 2019

Data: 5 maggio
Ritrovo: alle ore 6:30 presso la Sede C.A.I.
Equipaggiamento: da alta montagna
Pranzo: al sacco
Località: Prealpi lecchesi
Carta: Kompass n. 105
Rientro previsto: alle ore 18:30 circa

Descrizione dell’escursione

Dal parcheggio ai Roccoli Lorla si sale al soprastante Rifugio e si prende il sentiero che lo supera e sale gradualmente, tagliando il fianco della cresta ovest, finché si raggiungono i prati dell’Alpe Agrogno. Si supera un boschetto e un altro alpeggio finchè il sentiero diventa ripido e raggiunge la Punta Merli, poco sotto la Capanna Legnone.
Seguendo il filo di cresta ci si innalza fino a incrociare il sentiero che sale da Colico. Infine, la cresta diventa più pianeggiante e si arriva ad un ultimo balzo su roccette, che ci porta sotto alla grande croce, in vetta.
Si scende dallo stesso itinerario.

Osservazioni

Di bella forma piramidale con linee regolari, il Legnone rappresenta il poderoso pilastro che fa d’angolo tra il bacino del Lago di Como e la Valtellina, separando quest’ultima dalla Valvarrone, solco vallivo adiacente alla Valsassina. Non risulta alpinisticamente impegnativo, anche se il versante nord, che guarda su Colico e la piana di Delebio, si sviluppa per quasi 2500 metri in modo estremamente verticale, ricordando ben più famose pareti nord, specialmente in inverno. Tuttavia non vi sono zone di vera e propria roccia viva, ma tutti i versanti sono piuttosto friabili. È evidente come la roccia sia già molto differente dal resto delle Prealpi Orobie, solitamente di tipo calcareo (sia dolomitico che carsico), qui invece troviamo soprattutto scisti e gneiss della crosta retica, ricca di minerali e metalli. Non a caso infatti la Valvarrone è stata molto sfruttata per questo aspetto e ancora oggi sono famose in tutto il mondo le sue piccole industrie metallurgiche, come le coltellerie artigianali di Premana e la più recente Kong che produce materiale alpinistico.
Essendo una vetta molto alta ed isolata, spicca come punto di osservazione privilegiato sul Trivio di Fuentes (Conca del Lario, Valtellina e Valchiavenna), per questo era un punto strategico per sorvegliare le vie di comunicazione; durante la Grande Guerra è stata costruita una strada militare, tuttora ben visibile, che sale con ampi tornanti e pendenza costante lungo tutto un fianco e serviva per portare fino in cima le sentinelle. Anche sul vicino Legnoncino sono visitabili diverse postazioni di osservazione e di artiglieria. Proprio ai piedi di queste vette, a Colico, c’è il Forte Lusardi, ad oggi ancora la più grande postazione di artiglieria terrestre di tutta Europa, ora dismesso e visitabile come museo, ma i suoi 4 cannoni navali ancora perfettamente conservati sono un ricordo importante del presidio militare durante i passati conflitti. Queste strutture erano facenti parte soprattutto dell’apparato difensivo chiamato Linea Cadorna.