Gite sezionali 2018

È un colosso superlativo circondato di vedrette, con la cima più elevata del Alto Adige ad est del Brennero, sulle Alpi Aurine, e per 130 chilometri lungo lo spartiacque di confine. Ciò nonostante può azzardarsi a compierne l’ascensione prestigiosa anche un alpinista «normale», se ha una certa dimestichezza con la montagna d’alta quota.

Itinerario e dettagli tecnici

Si risale da Vipiteno la val di Vizze, incantevole luogo di prati e boschi verdeggianti punteggiati di rade case in stile tirolese, fino ad arrivare al 3° tornante della statale che prosegue verso il passo di Vizze. Si parcheggia l´auto in uno spiazzo. Dal parcheggio si risale con il sentiero n° 1 (cartello indicatore) in un bosco fiancheggiando un torrente e si continua poi per un lungo tratto tortuoso e ripido (sentiero fangoso) fino ad un pianoro (circa 1 h) dove si piega a NE. Si prosegue ora a mezzacosta sul lato sinistro della valle con vari saliscendi, superando poi a circa 1 ora dal rifugio un breve e facile tratto attrezzato. Si risale ancora per rocce rotte fino al rifugio (2,45 h dalla partenza).
Dal retro del rifugio si prosegue brevemente in leggera salita (cartello in lingua tedesca indicante HOCHFEILER) per poi rimontare per un ripido tratto atrezzato (funi e pioli) la paretina che conduce al crestone soprastante. Si piega ora verso destra risalendo il crinale sovrastante il rifugio fino a raggiungere una zona caratterizzata da rocce verticali conficcate nel terreno somiglianti a lapidi. Da qui si taglia in diagonale rimontando poi delle ripide rocce (funi) sbucando poi sul filo di cresta. La cima appare ora in tutta la sua imponenza. Ancora un tratto in leggera salita (esposto) per poi affrontare la ripida crestina finale che porta alla croce di vetta. Particolare attenzione alla cresta finale in caso di neve dura o ghiaccio consigliati i ramponi e picozza. Dalla cima (molto stretta) panorama fantastico su tantissime cime austriache e italiane. Il Gran Pilastro o Hochfeiler è la cima più alta delle Zillertal Alpen.

  • Coordinatore di gita: Giancarlo Brivio (cell. 333.3132171 / e-mail: g.carlo1@alice.it)
  • Collaboratori: Luciano Liberato – Alfonso Biffi
  • Luogo di ritrovo: parcheggio presso Sede CAI Via Indipendenza, 17 Calco
  • Orario di partenza: da definire
  • 1° giorno Punto di partenza: terzo tornante strada sterrata per Passo di Vizze (m. 1718)
  • 1° giorno Punto di arrivo: Rifugio Gran Pilastro / Hochfeilerhutte (m. 2710)
  • 1° giorno Dislivello: + m. 992
  • 1° giorno Ore di cammino: 3.30
  • 2° giorno Punto di Partenza: Rifugio Gran Pilastro / Hochfeilerhutte (m. 2710)
  • 2° giorno Punto di arrivo: Gran Pilastro / Hochfeiler (m. 3510)
  • 2° giorno Dislivello: + m. 800 / – m. 1792 (A/R)
  • 2° giorno Ore di cammino: 5,00 / 4,00 (A/R)
  • Quota max raggiunta: m. 3510 (Gran Pilastro / Hochfeiler)
  • Difficoltà: PD
  • Fatica: f
  • Equipaggiamento: alta montagna, casco, imbraco, ramponi, piccozza
  • Pranzo: mezza pensione Rifugio Gran Pilastro
  • Cartografia: Kompass 1:35000 n° 88 “Monti di Fundres”

I partecipanti si impegnano a rispettare gli orari e ogni disposizione data dal coordinatore di gita e dai suoi collaboratori, adeguandosi alle loro indicazioni.

SOCI CAI: da definire € / NON SOCI: da definire €

AGEVOLAZIONI per i Soci C.A.I. della Sezione di Calco:

  • sconto 50% sul costo del trasporto per i nati dal 1993 al 2011 per studenti e/o non lavoratori.
  • sconto 50% sul costo del trasporto per l’intero nucleo famigliare se composto da entrambi i genitori più almeno un figlio studente e/o non lavoratore nato dal 1993 al 2011.

INFORMAZIONI: in sede, martedì e venerdì ore 21.00-23.00 – Tel. 039.9910791info@caicalco.it

 

A Vipiteno – Sterzing si svolta a destra, percorrendo l’intera valle laterale est, fino al terzo tornante della strada al Passo di Vizze – Pfitscher Joch (1718 m, piccolo parcheggio, segnavia). Da là non si abbandona più il sentiero 1, salendo alle baite dei pastori e poi a lungo sui pendii della fiancata, per giungere alla Hochfeilerhütte – Rifugio Gran Pilastro (2710 m, ore 3,30). Lungo un tratto facilitato da corde fisse, si passa ad un segnavia; si vince poi un ripido costolone, arrivando ad un nevaio, sul quale si raggiunge la cresta finale. Fra massi o su neve dura, su percorso con pendenza crescente, si guadagna infine la vetta (3510 m, ore 2.30 dal rifugio). Si torna sulla via di salita (ore 4 circa).